senza titolo: poesia

27 Aprile 2007 Nessun commento

Uno studio oscurato dalla luce di una candela
le forme si spaccano in ombre inquietanti;
E’ la punta di ferro che stride insistente
quasi cercasse qualcosa all’interno della bianca carta;
Nel profondo dei sentimenti interminabili crateri di bellezza
la punta s’infrange in una pioggia di bestie
Orrende aberrazioni di un’ispirazione inconcepibile;
Lo strazio di un urlo sordo che disgrega l’anima
in una sofferenza inespressiva insignificante;
Una mano congelata nel pensiero
di un’incapacità snervante;
L’ossessione di un senso irrazionale
una verità incomprensibile
il segreto dell’immortalità umana;
L’insoddisfazione di un infinito inespresso;
La rassegnazione per un sentimento più più grande di noi stessi.

un minuto di silenzio per una vittima della finanziaria…

30 Gennaio 2007 Nessun commento

l’articolo si commenta da sè.

Articolo

Editor

Finalmente un "nuovo" federalismo all’orizzonte…

23 Gennaio 2007 Nessun commento

Semi-seguendo le vicende di Caserta del governo Prodi, ho capito una cosa: il governo ora è unito e compatto e ha varato un dettagliato piano per lo svolgimento del suo programma.
Io mi sono soffermato su una pagina in particolare, nella quale era esposto in maniera molto chiara e concisa cosa il governo ha intenzione di fare riguardo al federalismo.
Leggendo sono rimasto esterrefatto; mi sembrava di vederci dentro la riforma del governo Berlusconi, la fantomatica Devolution che il 60 % degli italiani ha deciso fosse da buttar via.
Analizziamo questo progetto di nuovo federalismo da loro denominato: federalismo solidale.
Elencherò gli aspetti presenti in questa nuovo progetto federale e presenti in quello proposto dal governo Berlusconi.
- Senato federale per rappresentanza delle regioni
- Riduzione del numero di senatori
- Migliore definizione delle competenze stato-regione (per rimediare al pasticcio del titolo V)
- Ordinamento delle professioni e delle comunicazioni
- Norme sulle reti di trasporto e comunicazione
- Trasporto e distribuzione energia
- Possibilità dello stato di intervenire nelle leggi regionali
Come si può notare, questi punti erano presenti nella riforma federale del governo precedente, bocciata per non si sa quale motivo dagli elettori.
Ma allora perché si riprogetta questa riforma costituzionale sull?onda della riforma del governo Berlusconi?
Perché si è inveito in modo così sanguinoso sulla precedente, se poi la ?nuova? ne contiene molti aspetti?
Si potrebbe rispondere che la politica è fatta così, che è normale che un?opposizione si opponga sempre? normale un cazzo, per colpa di qualche testa calda ora il nostro paese non ha ancora un?efficace riforma costituzionale che devolva alcune delle materie statali alle regioni.
Oltre a crollare le varie tesi sulla spaccatura che una riforma federale avrebbe causato, crolla anche la tesi sul presunto e mai dimostrato ?costo maggiore? che uno stato federale dovrebbe sostenere rispetto ad uno stato non federale?
Mettiamoci le mani nei capelli; il gusto di ritardare una riforma prevale sull?interesse per il nostro paese.
E pensare che sarebbe bastato un SI per mettere in campo l?argomento del federalismo, per approvare una legge non del tutto perfetta, ma nel suo complesso efficace e corretta, che sarebbe rimasta aperta a ulteriori confronti?
Invece si è scelto di buttar via tutto, perché come diceva Fassino: con il NO dici che questa riforma non va bene e quindi se ne può fare un?altra.
Già? complimenti Fassino, ma i complimenti vanno a tutta la tua schiera di alleati che ora si trovano tra le mani questo argomento e si accorgono che è arrivato il momento di smetterla di gettar merda su idee che ora si riscoprono valide.
Per concludere: mi aspetto al prossimo referendum un 60 a 40, altrimenti si potrebbe facilmente rilevare che i cittadini italiani sono niente di meno che dei superficiali pensatori.
Più passa il tempo più perdo fiducia nella democrazia.

a miry

7 Gennaio 2007 Nessun commento

Un gelo perforante mi percorre il corpo
Strazia i miei pensieri distrugge i desideri
Cerco con gli occhi una via per scendere
Ma non c?è più nulla da fare?

Ormai sto partendo, il treno è in marcia
Mi avvicino il più possibile al gelido finestrino
Ci separa, ci allontana ogni volta
E abbandono la luce e torno nell?oscurità?

Inconsistenti i pensieri volano nella mia mente
Prima erano tutt?un guizzo di vivaci colori
Ora son soltano flebili e fastidiosi rumori
E mi ricordano sempre cosa io lascio?

Mi hai dato un bacio per dirmi arrivederci
Il mio cuore ora desidera di nuovo sentirti
Voglio sdraiarmi accanto a te accarezzandoti
Mentre ti abbandoni ad un sonno tranquillo?

Io non posso dormire mia dolce Miry
E nemmeno tu puoi placare la tua anima
Il mio amore mi forza a pensarti
Mi punisce perché ogni volta io devo lasciarti

La tristezza che ho dentro diviene rabbia
Il sentimento dei malvagi mi serra il cuore
Non più soffici nuvole che ti ritraggono
Ma incisioni graffianti del tuo nome nel mio cuore

Il dolore ci conduce alla rabbia
La rabbia ci fa odiare tutto, ma noi ci amiamo
E col pensiero di rivederci presto
Alla fine ci addormentiamo

Perché anche se odiamo e ci infuriamo
Il nostro amore è sempre forte
Ed è proprio questo logorante odio
Che si sbriciola in polvere quando siamo assieme

Ci fa riscoprire l?unico sentimento
Per cui valga d?intrecciare un meraviglioso sogno
Con i dorati fili di due amanti che si baciano

Ex – Change

12 Dicembre 2006 Nessun commento

Ieri a Porta a Porta c’è stato un interessante confronto tra casini e degli opinionisti e giornalisti.
mi sono trovato molto daccordo con Casini, soprattutto riguardo alla necessità di saper guardare oltre Berlusconi, del fatto che Berlusconi come persona carismatica, prima o poi terminerà la sua carriera politica…
e dopo?
non si sa cosa potrebbe accadere dopo alla CdL e inutile anche pensarci, da una parte si dirà che Forza Italia si troverà un altro leader e dall’altra invece si spera in una disfatta; dunque non è questo il punto.
Il punto è che oramai non si più cosa sia destra e sinistra, non si ha idea di quali valori portino i due schieramenti; i valori talvolta vengono condivisi o talvolta sono simili tra loro (a parte per alcuni aspetti di economia).
Dunque come si possono classificare i due schieramenti? la risposta è che ora come sono composti non si possono classificare, perchè sono troppo “sporchi” di partitelli estremisti che vogliono ognuno una loro parte; forse, come diceva Casini, se si formassero dei partiti che escludessero quelli estremisti, si potrebbe fare una classificazione.
Io però vorrei andar oltre a ciò che dice Casini e vorrei parlare di qualche classificazione possibile.
La prima che reputo possibile è una classificazione di carattere economico: uno schieramento liberista e l’altro protezionista, ma oggi come oggi il protezionismo non porta molto lontano, quindi è una classificazione piuttosto precaria.
La seconda che reputo possibile è una classificazione risalente a molti anni addietro: uno shieramento cattolico e l’altro laico.
Ora come ora la seconda mi sembra molto probabile, dato l’atteggiamento moderato che sta assumendo il partito di centro di Casini, l’UDC.
Ritengo che gli attuali schieramenti si andranno sfaldando non appena finirà l’antiberlusconismo e il berlusconismo e credo molto di più a sinistra che a destra.
Casini ha parlato anche di riforma elettorale, con accenni al modello del proporzionale tedesco, con sbarramento del 5%, mentre qualcun altro ha fatto riferimento al maggioritario da due turni francese.
Ora non ho idea di quale sia meglio, ma un cambiamento di per sè negli schieramenti è necessario e reputo vicino.
Ma chi vuole cambiare?
di certo non gli schieramenti in sè, poichè si depurerebbero dai partitelli soltanto reciprocamente e calcolando una tendenza all’imbroglio all’italiana del 99% il cambiamento difficilmente può arrivare da loro entro breve; dunque sono i cittadini che devono urlare che questo modo di far politica non funziona (guarda caso siamo il caso anomalo in Europa) e produce governi che fanno riforme a pezzi che non migliorano il nostro paese.
In che modo il cittadino può farsi sentire? di certo non manifestando, perchè non dimostra nulla… Io ritengo che NON votando il cittadino sia molto più esplicito e abbia un effetto molto più concreto.
si provi ad immaginare le elezioni politiche 2006 con CdL al 10% e Unione al 10%; direi che è un segnale più che esplicito di necessità di cambiamento visto che l’80% non ha votato e dunque non ha ritenuto la politica italiana corretta e degna di voto.
Un bel sogno, peccato che esistano i fanatici e chi non crede nei sogni; altrimenti avremmo già in buonissima parte risolto i nostri problemi.

Editor

C’era una volta una figlia…

13 Novembre 2006 Nessun commento

per te miry, contro qualcuno che non capisce niente di noi, contro qualcuno che pensa che il mondo si fermi dove quella stessa persona subisce le avversità della vita. contro qualcuno che ha una spada e non la usa per difendere, ma per ferire soltanto.

c’era una volta un uomo
del suo futuro vedea rose appassite
s’innamorò d’una donna graziosa
ma assiem arrivavano al mese

il desiderio d’aver un pargolo
ferisce il cuore d’ogni aspirante genitore
quando nasce è tutta gioia
finchè non può capire la logica

nacque così una principessa
in un dì caldo da una grande sofferenza
io non voglio dirlo ma sembra assai
che ingiusta vendetta fu scagliata su essa

cresce e matura, invecchiano e impazziscono
le generazioni non si capiscono
i precedenti pensan il mondo 30 anni prima
vecchia morale incatena le radici dei nuovi boccioli

pianti e lamenti lacerano l’affetto
corrodono nel silenzio i sottili fili dei rapporti
fanno odiare la famiglia stessa…
perchè i genitori devono esser gabbie delle nuove generazioni?

non ci sono alcuni motivi
ma vengon presupposti e cancellano i sorrisi
avere la propria morale non è peccato
blasfemia è imporla ai propri pargoli

la famiglia sosteneva
Il lavoro d’una persona ne scolpisce l’anima
lavorare rende degni d’esser amati
non bisogna condizionare il proprio lavoro per un sogno

ma una voce provien dall’alto
dall’alto del monte che si chiama “io desidero”
essa dice che il lavoro invecchia il cuore
e l’unica cosa degna d’esser vissuta è l’amore

stretti tra una fuga impossibile
cinti da braccia che poco prima feriscono
la nuova generazione geme e piange
destinata ad esser l’ombra dell’antico pensier

“Non insegnate ai bambini
non insegnate la vostra morale
è così stanca e malata
potrebbe far male”

[Giorgio Gaber]

finanziaria 2007, calcolo tasse irpef e assegni familiari

12 Ottobre 2006 Nessun commento


girovagando su internet alla ricerca di qualcosa che mi aiutasse a capire i meandri oscuri della nuova finanziaria 2007, ho trovato un link interessante: CALCOLO TASSE che permette, come da me scritto, di calcolare quanto un cittadino, che percepisce un determinato reddito con mogli e figli a carico o no, dovrà pagare in tasse con la nuova finanziaria.
ho fatto dei casi che ritengo interessanti e li mostrerò qui.

il primo è il caso di un reddito normale per una famiglia: 35000 euro lordi l’anno, moglie e due figli tra i 3 e i 18 anni a carico; potete facilmente calcolare quanti soldi a disposizione avranno in meno, incrociando quanto pagano in più di irpef e quanto ricevono in più di assegni familiari.
in conclusione la famiglia avrà a disposizione 40 euro in meno, non una gran cifra.

il secondo è il caso della mia famiglia: 40000 euro lordi l’anno, moglie e due figli a carico tra i 3 e i 18 anni; calcolando risulta che lo stato ci succhierà in più 400 euro all’anno.

il terzo e il quarto caso sono degli “assi” che ho calcolato.
ho cercato di individuare il reddito, prima con un figlio a carico e poi con due, per il quale non ci sia differenza tra tassazione precedente e nuova.
i redditi sono rispettivamente 30286 per le famiglie con un figlio a carico e moglie, mentre 32145 per le famiglie con due figli a carico.

generalmente sotto i 30000 euro le tasse sono state abbassate, ma 35000 non è un reddito da ricconi quando hai due figli a carico e nemmeno 40000; non so che parametri abbiano usato per decidere come (tar)tassare i redditi, ma a mio modesto parere potevano benissimo alzare un po’ di più il mirino.

Editor

Il Succo Dell’Immigrazione Clandestina

25 Agosto 2006 Nessun commento

Da www.phastidio.net

“Uno dei problemi più gravi che uno stato si trova ad affrontare nel contrasto e nella repressione dell?immigrazione clandestina è rappresentato dal rifiuto dei paesi di provenienza ad accogliere i propri connazionali illegalmente immigrati. Negli Stati Uniti, dove è in corso un aspro dibattito sulla gestione del fenomeno immigratorio, con posizioni che oscillano dall?accoglienza quasi indiscriminata alla repressione su vasta scala, si segnala una proposta di un membro texano del Congresso, Ted Poe, che suggerisce di penalizzare finanziariamente i paesi che rifiutano i rimpatri. Un recente report del Dipartimento della Homeland Security segnala che a giugno 2004 sul territorio statunitense vi erano oltre 133.662 illegal aliens, il cui rimpatrio appariva perlomeno ?improbabile?, a causa della mancanza di volontà da parte dei paesi di provenienza a fornire la necessaria documentazione di viaggio e rimpatrio. Interessante anche la varietà di mezzi utilizzati per impedire il rimpatrio: ad esempio, l?Etiopia (che dubitiamo possieda un?efficiente organizzazione statuale), non emette documenti di rimpatrio in assenza di prove che il proprio connazionale abbia genitori nati nel paese africano e che in esso abbia ancora dei familiari residenti. L?Iran richiede che i rimpatriandi forniscano ?prove documentarie inoppugnabili? circa la loro nazionalità.

Le motivazioni che portano a erigere questi muri di gomma sono facilmente intuibili: da un lato, rifiutare il rimpatrio contribuisce ad alleggerire la pressione demografica sui paesi di emigrazione, che possono inoltre fruire del rilevante beneficio finanziario rappresentato dalle rimesse degli emigrati, siano essi regolari o irregolari. Le proposte del texano Poe per rendere più efficace il meccanismo delle espulsioni si basano proprio su incentivi e sanzioni finanziarie, per rendere più costoso il mancato rimpatrio. Tra le proposte, il taglio degli aiuti ai paesi di provenienza dei clandestini, la riduzione compensativa dei visti concessi, o l?introduzione di una legislazione che renda possibile per i cittadini americani richiedere forme di risarcimento a governi stranieri i cui connazionali hanno commesso crimini negli Stati Uniti.

Non esiste una soluzione ottimale al problema, anche se l?idea di aumentare significativamente per i paesi di emigrazione il costo-opportunità del mancato rimpatrio potrebbe essere perseguita con qualche successo. Occorre poi distinguere caso per caso, in relazione a variabili quali la ?permeabilità burocratica? di un paese soggetto a forti flussi immigratori: si pensi al canale di afflusso di clandestini rappresentato, per l?Italia, dal regime di concessione dei visti turistici e dalla sostanziale impossibilità a verificare l?effettivo rientro nei paesi di provenienza allo scadere del periodo di soggiorno temporaneo. In molti casi, poi, gli aiuti alla cooperazione rappresentano veri e propri vendor financing, per agevolare il commercio estero dei paesi più ricchi, e non è pensabile tagliarli senza subire ritorsioni commerciali. Quello che è possibile fare in un paese come l?Italia, caratterizzato da genetica irrazionalità burocratico-organizzativa, è agevolare l?incontro tra domanda ed offerta di lavoro, senza pianificazioni centralizzate ma anche senza aberrazioni ideologiche (specialità dell?attuale governo), quali il regime dei ricongiungimenti familiari sganciato da valutazioni di sostenibilità economica, o l?eventuale concessione di visti per la ricerca di lavoro in Italia. Prescindendo da altre considerazioni di compatibilità socio-culturale, tutta la politica dell?immigrazione deve essere centrata sulle dinamiche del mercato del lavoro, avendo presente che l?immigrazione a bassa qualificazione professionale tende a deprimere la crescita della produttività e a risultare utilizzatrice netta delle risorse di welfare. Circostanza che un paese in crisi fiscale come è l?Italia non può certo permettersi.”

Ringrazio Phastidio per questo articolo molto interessante

Editor

Articolo Interessante Sull’Orientamento Dei Media

20 Agosto 2006 Nessun commento

date un’occhiata a questo link, ne vale la pena; anche se non ci vuole molta fantasia a immaginare ciò che c’è scritto perchè sta accadendo davanti ai nostri occhi ed è parecchio evidente.

Articolo

Editor

Lo Chef Consiglia…

19 Agosto 2006 5 commenti

Con l’aiuto di un conoscente, ho fatto una ricetta, se così la vogliamo chiamare, per mirgliorare la nostra Italia.

- Combattere la speculazione, i movimenti con i paradisi fiscali
- Recuperare seriamente all’evasione fiscale e contributiva attraverso tante scelte. Prima fra tutte quella di permettere di detrarre dal reddito molti più tipi di spesa
- Imporre la trasparenza nella vendita delle merci e nella pubblicità quasi sempre ingannevole (basterebbe applicare leggi già esistenti)
- Ridurre i monopoli
- Puntare sulla cura dell’ambiente. Sviluppare nuove tecnologie per lo sfruttamento di energie altrenative a quelle fossili. Lasciamo perdere l’energia nucleare che prevede costruzioni di centrali in non meno di 15 anni e non ha ancora risolto il problema dei rifiuti radioattivi
- Recuperare la gestione etica della cosa pubblica
- Rinnovare la classe dirigente (politici e manager). In Italia 100 persone gestiscono il paese e solo pochissime sono politici
- Rinnovare la scuola che deve dare cultura oltre al nozionismo e formare un cittadino cosciente che lui potrà stare bene solo se anche chi sta intorno a lui starà bene
- Spingere verso la meritocrazia e debellare la grave piaga del clientelismo
- eliminazione totale dello stato come parte azionistica di un titolo e quindi come possedimenti parziali di aziende
- cedere gli enti cedibili al libero mercato
- favorire la nascita di imprenditori di sè stessi
- completa assoluta eguaglianza in concorrenza del pubblico e privato con l’istituzione dei privati convenzionati dallo stato
- federalismo fiscale
- federalismo regionale
- assoluta trasparenza tra ciò che entra nelle casse dello stato tramite tasse e ciò che viene speso nelle singole regioni
- sistema legislativo come quello previsto dalla precedente riforma costituzionale, due camere con due compiti differenti
- più poteri alle regioni, ma lo stato può intervenire su ogni legge regionale abrogandola

Editor